Baia con battelli turistici e barche a vela all’ancora

Battelli turistici in una baia di Goli otok, agosto 2025

Oggi Goli otok è un luogo visitato stagionalmente, privo di un’istituzione museale o memoriale permanente e di una gestione unitaria dell’insieme dell’ex campo e del penitenziario.

La visita si svolge per lo più con brevi giri turistici, con spiegazioni frammentarie e poco contesto su che cosa sia stata l’isola e perché sia così com’è.

Che cosa trova il visitatore?

Il visitatore si muove tra le rovine dei padiglioni e delle officine, sentieri invasi dalla vegetazione e punti di ristoro turistici improvvisati.

Ci sono alcune targhe e segnalazioni, ma manca un allestimento complessivo che colleghi la nascita del campo, il regime del lavoro forzato, le testimonianze dei sopravvissuti e lo stato attuale del sito.

Perché Goli otok è abbandonata?

L’abbandono è la conseguenza di tre processi collegati:

  • il degrado fisico dopo la chiusura del penitenziario: venute meno la sorveglianza e la manutenzione costanti, Goli otok cambia rapidamente per l’assenza di cura (crolli, devastazione, frequenti bore)
  • un modello di gestione e di responsabilità irrisolto: senza un gestore e un piano chiari, lo spazio resta in pratica «di nessuno» (il proprietario è la Repubblica di Croazia, ma non è stato chiaramente stabilito a quale ente locale appartenga Goli otok)
  • il prevalere della logica turistica su quella memoriale: il turismo si sviluppa più rapidamente di un’interpretazione sistematica del luogo di sofferenza, e il gran numero di visitatori, in assenza di una tutela sistematica del sito, mette a rischio Goli otok

La tutela preventiva (2016–2019) e che cosa è accaduto dopo

La tutela preventiva è un regime provvisorio con cui un bene culturale viene protetto finché non si elabora una documentazione specialistica e non si decide sulla tutela permanente.

Per Goli otok, senza Sveti Grgur, la tutela preventiva fu disposta nel 2016 ed è scaduta nel maggio 2019, senza che fosse adottato un provvedimento complessivo di tutela permanente.

Lo stato della tutela

Perché la questione non viene affrontata in modo sistematico

In pratica si ripresentano gli stessi ostacoli:

  • finanze e organizzazione (processi troppo costosi di conservazione, infrastrutture, sicurezza e gruppi di esperti); non è stato stabilito l’ente locale amministrativo competente, e Rab e Lopar sono in causa per Goli otok
  • il conflitto tra interessi commerciali e memoriali (un regime più rigoroso di area memoriale cambia necessariamente una parte del modello «escursionistico» da cui trae profitto la popolazione locale)
  • la sensibilità politica e simbolica (solleva questioni di responsabilità dell’apparato repressivo e del rapporto con il passato jugoslavo)

Perché la conservazione è nell’interesse della Croazia, della regione e dell’UE

Croazia: si tratta di uno dei luoghi chiave della repressione politica del XX secolo sul territorio croato; la sua sistemazione permetterebbe un serio confronto con il passato, programmi educativi e un quadro per la ricerca.

Regione (ex Jugoslavia): gli internati provenivano da tutte le repubbliche; un approccio comune riduce la frammentazione della memoria e il revisionismo.

Unione europea: Goli otok appartiene alla storia europea della guerra fredda e della repressione; il sito ha il potenziale per diventare un centro regionale di apprendimento sull’abuso degli apparati di sicurezza e sui diritti umani.

Per saperne di più sul perché sia necessaria un’area memoriale, leggete la pagina Area memoriale.