La valutazione giuridica di Goli otok richiede un’importante distinzione: non tutti gli internati furono puniti allo stesso modo. Esistevano due forme fondamentali di irrogazione della pena e di privazione della libertà.
1. La pena amministrativa
La maggior parte dei detenuti veniva inviata a Goli otok per via amministrativa, con provvedimenti dell’apparato di sicurezza, senza una regolare sentenza giudiziaria e senza un rimedio giuridico effettivo.
In questi casi il problema centrale non è soltanto la natura repressiva del sistema, ma il fatto che mancavano le garanzie giuridiche fondamentali:
- sulla privazione della libertà non decideva un tribunale, ma l’UDBAUDBADirezione per la sicurezza dello Stato (Uprava državne bezbednosti): polizia politica segreta jugoslava incaricata della sorveglianza e della persecuzione degli oppositori, reali o presunti, del regime.
- non esisteva una reale possibilità di difesa
- non esisteva un rimedio giuridicoRimedio giuridicoStrumento previsto dalla legge (ad es. ricorso o azione giudiziaria) con cui si chiede il riesame e la modifica o l’annullamento di una decisione dell’organo competente. effettivo
- il regime operava in moltissimi casi in segreto e al di fuori di ogni controllo pubblico
Per questo l’invio amministrativo a Goli otok era in grave contrasto con i principi di legalità, certezza del diritto e tutela giurisdizionale.
2. Il processo davanti al tribunale militare
Un’altra parte degli internati, soprattutto tra i quadri militari e gli alti ufficiali dell’Armata popolare jugoslava (JNAJNAArmata popolare jugoslava (Jugoslavenska narodna armija): denominazione ufficiale dell’esercito della Jugoslavia.), fu formalmente processata davanti a tribunali militari.
Ciò significa che in questi casi esisteva la forma giuridica del processo, ma questo di per sé non implica né la legalità né l’equità del procedimento. Le testimonianze e il materiale d’archivio indicano che molti di questi processi ebbero le caratteristiche di processi politicamente pilotati o montati.
Per questo gruppo di internati la questione giuridica principale non è soltanto se esistesse una sentenza, ma:
- il tribunale era realmente indipendente?
- la difesa era efficace?
- le accuse erano fondate su prove?
- il procedimento era stato montato politicamente?
Due forme di punizione, due diversi problemi giuridici
Queste due forme di repressione non vanno equiparate sul piano giuridico. Nella pena amministrativa il problema principale è l’assenza di tutela giurisdizionale. Nel processo davanti al tribunale militare i problemi principali sono la legalità del procedimento, l’indipendenza del tribunale e l’effettivo fondamento probatorio.
In altre parole:
- la pena amministrativa significa punizione senza un regolare controllo giudiziario
- il processo militare significa l’esistenza di una procedura formale, ma con seri dubbi sulla sua equità
La pena amministrativa del lavoro correttivo come strumento di rieducazione politica
La Risoluzione del Cominform fu pubblicata il 28 giugno 1948. Poco dopo, il 18 ottobre 1948, fu modificato l’articolo 6 della Legge fondamentale sulle contravvenzioni, prolungando la pena del lavoro socialmente utile, ovvero lavoro correttivo.
Proprio sulla base di questo quadro normativo un gran numero di persone fu arrestato e punito con l’invio a Goli otok. Come riporta Dragan Marković:
«Altri venivano puniti con la pena amministrativa del lavoro correttivo, in base alla “Legge fondamentale sulle contravvenzioni” (emanata nella “Gazzetta ufficiale della FNRJFNRJRepubblica Popolare Federativa di Jugoslavia (Federativna Narodna Republika Jugoslavija): denominazione ufficiale della Jugoslavia dal 1946; nel 1963 fu ribattezzata SFRJ (Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia).”, n. 107 del 17.12.1947) e alle modifiche e integrazioni di tale legge (“G. U. FNRJ”, n. 87 del 18.10.1948). L’art. 1 di tale legge recita: “Le contravvenzioni sono violazioni dell’ordinamento giuridico stabilito dalle norme degli organi statali della FNRJ e delle Repubbliche popolariRepubbliche popolariLe repubbliche dell’allora federazione jugoslava: Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro e Macedonia. Della Serbia facevano parte la Provincia autonoma della Vojvodina e la Regione autonoma del Kosovo e Metohija (in seguito provincia)., per le quali, data la loro trascurabile pericolosità sociale, è prevista una pena amm.” L’art. 6 di tale legge stabilisce l’entità della pena amministrativa: “lavoro correttivo”.»
Dragan Marković, 1990, p. 453
Proprio in questa formulazione si vede il paradosso giuridico del sistema: un istituto formalmente previsto per atti di «trascurabile pericolosità sociale» fu trasformato, nella prassi politica, in un meccanismo di eliminazione, isolamento e rieducazione degli oppositori reali o presunti del regime.
In questo modo la pena amministrativa del lavoro correttivo perse le caratteristiche di una comune sanzione contravvenzionale e divenne uno strumento di repressione politica sotto il controllo dell’apparato di sicurezza.
Il minimo costituzionale: che cosa il sistema di allora avrebbe dovuto garantire
Il quadro costituzionale della FNRJ del 1946 partiva da almeno tre requisiti per privare qualcuno della libertà:
Legalità
- Deve esistere una chiara base giuridica.
Pubblicità
- Le norme devono essere pubblicate prima della loro applicazione.
Controllo giudiziario
- Deve esistere una decisione di un tribunale o almeno un controllo giuridico effettivo, con la possibilità di difesa e di ricorso.
Sulla privazione della libertà decideva l’apparato di sicurezza, non un tribunale. Le persone internate non avevano un accesso reale al fascicolo, a un difensore né a un ricorso effettivo.
Il problema sul piano del diritto internazionale: che cosa era già allora controverso
Goli otok era controverso anche dal punto di vista del diritto internazionale. I documenti rilevanti erano la Carta delle Nazioni Unite, ratificata dalla Jugoslavia il 19 ottobre 1945, la Convenzione OIL n. 29Convenzione OIL n. 29Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro sul lavoro forzato. La Jugoslavia la ratificò il 4 marzo 1933 (come Regno di Jugoslavia), e gli obblighi internazionali di norma proseguono anche nelle successive forme statali, compresa la Jugoslavia comunista. sul lavoro forzato, ratificata dalla Jugoslavia il 4 marzo 1933, e le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949, ratificate dalla Jugoslavia il 21 aprile 1950. L’internamento segreto senza decisione giudiziaria, il lavoro forzato senza sentenza e il trattamento disumano degli internati erano quindi difficilmente conciliabili con gli standard che quei documenti avevano già stabilito.
Tre questioni giuridiche fondamentali
Quando si esamina Goli otok sul piano giuridico, si pongono tre questioni fondamentali:
- Esisteva una base giuridica preventiva e pubblicata per un regime speciale di internamento e di lavoro forzato?
- Esistevano un controllo giudiziario e un rimedio giuridico effettivo per le persone private della libertà?
- Tale prassi era conciliabile con gli standard minimi internazionali di tutela che lo Stato già allora accettava?
L’invio amministrativo a Goli otok e il lavoro forzato a esso collegato difficilmente superano tutti e tre i test. Nei procedimenti militari formali il problema non è soltanto l’esistenza di una procedura, ma se il processo sia stato realmente equo e se le accuse siano state davvero provate.
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Glossario
- UDBA
- Direzione per la sicurezza dello Stato (Uprava državne bezbednosti): polizia politica segreta jugoslava incaricata della sorveglianza e della persecuzione degli oppositori, reali o presunti, del regime.
- Rimedio giuridico
- Strumento previsto dalla legge (ad es. ricorso o azione giudiziaria) con cui si chiede il riesame e la modifica o l’annullamento di una decisione dell’organo competente.
- JNA
- Armata popolare jugoslava (Jugoslavenska narodna armija): denominazione ufficiale dell’esercito della Jugoslavia.
- FNRJ
- Repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia (Federativna Narodna Republika Jugoslavija): denominazione ufficiale della Jugoslavia dal 1946; nel 1963 fu ribattezzata SFRJ (Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia).
- Repubbliche popolari
- Le repubbliche dell’allora federazione jugoslava: Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro e Macedonia. Della Serbia facevano parte la Provincia autonoma della Vojvodina e la Regione autonoma del Kosovo e Metohija (in seguito provincia).
- Convenzione OIL n. 29
- Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro sul lavoro forzato. La Jugoslavia la ratificò il 4 marzo 1933 (come Regno di Jugoslavia), e gli obblighi internazionali di norma proseguono anche nelle successive forme statali, compresa la Jugoslavia comunista.


